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Ma quante calorie si bruciano saltando alla corda?

Dispendio calorico del salto alla corda e confronto con altre attività

Il dispendio calorico è uno dei parametri più utilizzati per valutare l’efficacia di un’attività aerobica. Da questo punto di vista, il salto alla corda si distingue per la capacità di generare un’elevata richiesta energetica in tempi relativamente brevi, pur utilizzando un’attrezzatura semplice e facilmente accessibile.

Le ricerche di fisiologia dell’esercizio, basate sulla misurazione del consumo di ossigeno, mostrano che il salto alla corda rientra tra le attività aerobiche ad alta intensità.

L’impegno metabolico richiesto è paragonabile a quello di esercizi come la corsa o altri lavori cardiovascolari intensi, soprattutto quando il movimento viene eseguito in modo continuo e ritmato.

Secondo il Compendium of Physical Activities, uno dei principali riferimenti scientifici per la stima del dispendio energetico, il salto alla corda presenta valori medi compresi tra 10 e 12 MET, a seconda della velocità e della tecnica di esecuzione. Questi valori risultano superiori a quelli di molte attività comunemente praticate, come la camminata veloce, il ciclismo ricreativo o l’allenamento aerobico a intensità moderata. In termini pratici, ciò significa che anche sessioni di breve durata possono determinare un consumo calorico significativo.

Attività

Intensità

MET
medi

Dispendio calorico stimato (kcal/ min)

Camminata lenta

bassa

2,5-3

3-4

Camminata veloce

moderata

5-6

6-7

Corsa moderata (8 km/h)

medio-alta

8-9

9-11

Corsa sostenuta (10-11 km/h)

alta

10-11

11-13

Ciclismo ricreativo

moderata

6-8

7-9

Allenamento aerobico tradizionale

moderata

7-8

8-9

Salto alla corda

medio-alta / alta

10-12

11-14

 

Oltre al dispendio energetico durante l’attività, il salto alla corda può contribuire al consumo calorico totale anche dopo la fine dell’allenamento. La letteratura scientifica descrive infatti il fenomeno dell’Excess Post-Exercise Oxygen Consumption (EPOC), ovvero l’aumento del consumo di ossigeno che si verifica nelle fasi successive all’esercizio. Questo processo è legato al recupero dell’organismo, al ripristino delle riserve energetiche e alla regolazione dei sistemi fisiologici sollecitati durante lo sforzo.

È stato osservato che esercizi svolti ad intensità medio-alta tendono a produrre un EPOC più marcato rispetto ad attività continue a bassa intensità. Anche se gli studi specifici sul salto alla corda sono ancora limitati, le sue caratteristiche — come l’elevata intensità, la componente elastica del gesto e il coinvolgimento simultaneo di più gruppi muscolari — suggeriscono un potenziale effetto positivo sul metabolismo anche nelle ore successive all’allenamento.

Dal punto di vista applicativo, uno degli aspetti più interessanti del salto alla corda è la possibilità di modulare facilmente l’intensità del lavoro. La velocità di esecuzione, la complessità dei salti e la durata delle sequenze possono essere adattate alle capacità del singolo praticante. In questo senso, l’utilizzo di combinazioni tecniche e di sequenze coordinate, come avviene nel metodo Meditare saltando, consente di mantenere elevato lo stimolo metabolico senza ricorrere a carichi eccessivi o a sedute troppo prolungate.

Nel complesso, le evidenze disponibili indicano che il salto alla corda rappresenta una modalità di esercizio efficace, efficiente e versatile, capace di coniugare elevato dispendio energetico, adattabilità individuale e semplicità di esecuzione.

– Andrea Babcanova

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